venerdì 29 luglio 2016

Iconografia e Filologia: dai manoscritti alle stampe. 1, Convegno: Dante and the Visual Arts. Summer Symposium Part 2: Manuscript Illumination and Print Illustration, Los Angeles, UCLA 22-24 agosto 2016


Può l'iconografia, ossia lo studio delle immagini e delle illustrazioni dei manoscritti e delle stampe, dare un contributo rilevante alla critica del testo della Commedia? In questo primo contributo (il secondo il prossimo anno in Francia, in un convegno fra Tours e Parigi), dedicato alle edizioni a stampa della Commedia fra Cinquecento e Seicento - rispettivamente trenta e tre stampe - si cercherà una prima risposta, focalizzando in particolare l'attenzione su alcuni loci specifici del testo dantesco (su tutti Inf. VI 19, in cui la tradizione manoscritta si divide fra iscoia, accolto in Petrocchi, ed ingoia, fra gli altri in Urb), in cui le immagini sembrano poter dare una qualche forma di contributo per lo stabilimento del testo critico.

mercoledì 27 luglio 2016

J. Le Goff, Il Dio del Medioevo


Libro piccolo e agile, Il Dio del Medioevo di Jacques Le Goff (Roma-Bari, Laterza 2011, pp. 102, euro 7,50) è strutturato come una conversazione sul tema di Dio nel Medioevo fra lo storico e Jean-Luc Pouthier, una sorta di intervista a domanda e risposta. 
I primi due capitoli del libro sono dedicati ad analizzare rispettivamente la figura di Dio e il ruolo dello Spirito Santo e della Vergine Maria, due figure che in alcuni periodi della storia medievale potevano mettere in crisi il rigido monoteismo derivato dalla tradizione ebraica (per es. con l'ufficializzazione dell'Ave Maria, nel XIII secolo, in cui la Vergine è consacrata "Mater Dei"). La prima notazione di una certa importanza è che il Dio cristiano del Medioevo, a differenza dello Jahvè ebraico e di Allah, può essere rappresentato, e l'iconoclastia -ossia l'avversione per le immagini e per la rappresentazione della divinità-, non ha mai messo radici in Occidente (tranne in una breve fase): "il Dio dei cristiani è antropomorfo, e la sua antropomorfizzazione è avvenuta essenzialmente nel corso dell'età medievale" (p. VI). Nei confronti degli ebrei, a ben vedere, il Medioevo fu sempre ambivalente: Gesù era ebreo, e gli Ebrei sono il popolo eletto; d'altro canto però, si viene affermando man mano un'avversione nei loro confronti, accusati di deicidio al posto dei Romani.
Jacopo Torriti, Incoronazione della Vergine (1296)
Il Dio cristiano è un solo Dio (monoteismo), sebbene distinto in tre persone; ed è un Dio-persona. Nel IV secolo avviene il passaggio dal deus dei pagani, scritto con la minuscola ma già inteso più o meno come una persona collettiva, al Deus con la maiuscola, che segna la presa di coscienza del monoteismo. Il cristianesimo si impone a partire dalle città verso le campagne, ma a resistere sono solo la città di Roma, culla dell'Impero e del paganesimo, e le élites intellettuali, mentre il popolo e gli schiavi passano in massa alla nuova religione, in quanto "il cristianesimo è una religione di eguali che promette la vita eterna ai fedeli la cui condotta è improntata a virtù [...]. Inoltre sua chiave di volta all'opera per tutto il Medioevo, è che Dio si è incarnato, si è fatto uomo [...] Morendo della morte più miserabile, la più vergognosa che esisteva nella sua epoca, la morte degli schiavi sulla croce, Gesù ha reso evidente che tutti gli uomini possono essere salvati, poiché il più miserabile di loro è stato salvato" (pp. 13-14).

martedì 26 luglio 2016

La Cappella Bolognini nella Basilica di San Petronio a Bologna


Probabilmente la cappella più famosa della Cattedrale bolognese di S. Petronio, la Cappella Bolognini (dal nome del committente degli affreschi) o anche "Cappella dei Re Magi" contiene un importante ciclo di affreschi di stile tardomedievale, realizzati fra il 1410 e il 1415, probabilmente dal pittore bolognese Iacopo di Paolo, attivo fra l'ultimo ventennio del '300 e i primi anni del secolo successivo.
immagine 1: i re Magi e la cometa
La cappella Bolognini è divisa in tre parti: sulla parete centrale sono raffigurate le Storie di S. Petronio in otto riquadri (dall'alto verso il basso, i primi quattro da sinistra poi a destra); sulla stessa parete si trova una pala d'altare con figure di santi e storie dei re Magi sulla predella, di stile gotico. Sulla parete di destra sono invece raffigurate le Storie dei Re Magi, anch'esse in otto riquadri a coppie (da sinistra a destra e viceversa) e su quella di sinistra -certamente la più famosa- scene del Paradiso e dell'Inferno, di ispirazione (così viene comunemente affermato) dantesca.
In tutto il ciclo di affreschi si nota un gusto realistico e attento ai particolari, che però indulge al dettaglio curioso se non fantastico, per suscitare meraviglia e stupore nell'osservatore.

sabato 23 luglio 2016

Tempo e spazio nel Medioevo


Già nel Medioevo si rendevano conto, in un certo senso, di vivere il Medioevo. Nella concezione di Gioacchino da Fiore, ad esempio, si postulava di vivere in un'età di mezzo (media aetas), nell'età del Figlio, dopo l'età del Padre e prima dell'avvento dell'età dello Spirito Santo; un periodo intermedio fra l'incarnazione del Cristo e la sua prossima venuta per il giorno del Giudizio. La concezione della storia è quella di una storia della salvezza, i cui protagonisti sono tre: il tempo, lo spazio e gli uomini. Lo spazio dell'uomo è la Terra, rappresentata per lo più come un disco piatto in mezzo all'oceano: al centro c'è Gerusalemme, immagine terrena della Gerusalemme celeste che attende ognuno dopo la morte; i tre continenti noti (Europa, Africa e Asia) si racchiudono in un cerchio, disposti a forma di T, con l'Asia nella parte superiore, il quadrante inferiore destro l'Africa, quello sinistro l'Europa. 
Il tempo era deciso e stabilito da Dio ab eterno. Il salmo 90, secondo cui davanti al Signore mille anni sono come un giorno solo, induceva molti a calcolare in seimila anni il tempo stabilito per la durata dell'universo, in una sorta di "settimana del mondo", e di vivere nella sesta ed ultima età del mondo, alla cui fine ci sarebbe stato il "sabato del mondo". Gli stessi calendari si basavano sulla storia sacra: l'inizio dell'anno poteva partire dal 25 dicembre, natale del Signore,; o dal 25 marzo, data dell'Annunciazione a Maria; o, ma più raramente (essendo una festa mobile), dalla Pasqua. Come si misurava il tempo?