venerdì 16 ottobre 2015

Lui, lei... e "dillo alla luna"



Trainor il farmacista

Soltanto un chimico può dire, 
e nemmeno sempre,
che cosa risulterà dalla combinazione
di fluidi o di solidi.
E chi può dire
come un uomo e una donna potranno interagire
fra di loro, o quali figli ne usciranno?
C'erano Benjamin Pantier e sua moglie,
buoni in se stessi, ma un diavolo l'uno per l'altra:
lui ossigeno, lei idrogeno,
il figlio un fuoco devastante.
Io, Trainor, miscelatore di sostanze chimiche,
ucciso mentre facevo un esperimento,
vissi senza sposarmi.
                  (E. L. Masters, Antologia di Spoon River)

L'unione fra un uomo e una donna è il risultato di una misteriosa combinazione alchemica, talmente misteriosa e dai contorni così inafferrabili che, talvolta, può far credere in un evento che ha qualcosa del miracoloso. La stessa definizione di "anima gemella" è impropria: Lucio Battisti, in Pensieri e parole, cantava: "Conosci me / quel che darei / perché negli altri ritrovassi gli occhi miei...". In realtà "l'anima gemella" non può essere certamente un nostro alter ego, ossia una copia spiccicata di noi stessi, perché quello non è amore, se non amore verso se stessi. L'amore, se è tale, è necessariamente verso l'altro. Del resto se l'altro è totalmente differente da noi è arduo trovare un terreno comune, e l'amore risulta difficile. Appare evidente pertanto che l'amore nasce non verso l'uguale (a noi), né verso il totalmente diverso, bensì verso il compatibile: diverso, ma non troppo, tale da permettere un perfetto incastro.

giovedì 15 ottobre 2015

L'universo, Dio e l'uomo

Ammasso di galassie Omega Centauri

L'epoca che stiamo vivendo oggi, grazie soprattutto ai progressi della scienza, ci spinge a interrogarci sul senso del mondo, dell'universo in generale, e dell'uomo in particolare. Sebbene molti ritengano che la scienza e gli scienziati dovrebbero astenersi dal porsi domande -e dal cercare, di conseguenza, delle risposte- circa il senso delle cose, e dovrebbero invece limitarsi a comprendere il meccanismo di funzionamento, diciamo così, dei fenomeni; è inevitabile tuttavia che anche il solo indagare le strutture del mondo, le leggi che lo governano, o i principi che ne sono alla base, porti automaticamente con sé una serie di conseguenze che ci aiutano a meglio capire qual è la posizione occupata dall'Homo sapiens in questo contesto, e a cercarne il senso e il significato. Ciò accade in modo particolare, mi pare, con la cosmologia, una scienza che soltanto negli ultimi anni ha conosciuto un potente sviluppo, sia grazie ai progressi della fisica (teoria della relatività, meccanica quantistica, teoria delle stringhe...), sia per merito delle osservazioni -dirette e indirette- del cosmo. La cosmologia poi, indagando la struttura a grande scala dell'universo, è spinta per sua natura a interrogarsi circa i destini ultimi del mondo conosciuto, partendo dalla sua nascita, e a dare di conseguenza anche un posto ben preciso o un qualche ruolo all'essere umano.

lunedì 12 ottobre 2015

Medioevo in Basilicata: 1. la chiesa rupestre di S. Antuono a Oppido Lucano


La chiesa di S. Antuono (esterno)
Una delle chiese rupestri più belle della Basilicata è senz'altro quella di S. Antuono a Oppido Lucano, piccolo centro del potentino a una decina di chilometri da Acerenza. La chiesetta sorge poco fuori dal centro abitato, lungo una strada sterrata difficilmente raggiungibile in auto; fino a qualche decennio fa era in stato di completo abbandono, e veniva utilizzata come stalla dai pastori locali: è a navata unica, come la stragrande maggioranza delle chiese rupestri, ed è stata realizzata da monaci Antoniani presumibilmente nei primi anni del Trecento, monaci che poi, per alterne vicende, la abbandonarono nel corso del XV secolo.
All'interno della piccola chiesa è presente, su tre pareti, nell'ordine da sinistra a destra, un ciclo di affreschi -19 scene in tutto, ma una è scomparsa- dedicato alla Vita di Gesù, dalla Natività fino alle Pie donne al sepolcro, da datare al Trecento (quasi certamente alla prima metà).

venerdì 2 ottobre 2015

Convegno dantesco a Roma (28 settembre-1 ottobre 2015)



Si è tenuto a Roma, fra Villa Altieri e il Palazzetto degli Anguillara, un nutrito e interessantissimo convegno (in quattro giorni, dal 28 settembre all'1 ottobre) organizzato in vista del Settecentenario della morte di Dante (1321-2021) dal Centro Pio Rajna e dal suo Presidente, Professor Enrico Malato (qui il programma completo).
La prima giornata del convegno ha avuto come tema Dante tra narrazione biografica e storia. Il primo intervento è stato di Luciano Canfora, con una relazione dedicata alle fonti classiche del viaggio dell’Ulisse dantesco oltre le colonne d’Ercole (Inferno XXVI): dotta e bella la discussione circa il significato della profezia di Tiresia (Od. XI) nei confronti di Ulisse, a cui la morte verrà “dal mare” (ex alòs, sostantivo) ovvero “lontano dal mare” (exalòs, aggettivo).

Teresa De Robertis ha invece presentato il Nuovo Codice Diplomatico Dantesco (NCDD) che sta curando, insieme a Stefano Zamponi e a Giuliano Milani, per la Salerno Editrice, e ormai in dirittura di arrivo. Il volume sarà articolato in 4 parti, di cui una principale e tre Appendici per un totale di 670 documenti: 1) 328 documenti relativi agli antenati noti di Dante, a Dante stesso, ai fratelli (Francesco e Tana/Trotta), ai figli di Dante e ai figli dei fratelli, in un arco temporale che va dal 1131 al 1417; 2) Appendice 1: 30 documenti relativi a Pietro di Dante giudice; 20 documenti (dal 1347 al 1358) che seguono le vicende del ramo fiorentino degli Alighieri fino alla sua estinzione diretta; 3) Appendice 2: 284 documenti (1355-1432) relativi ai figli legittimi di Pietro di Dante; 4) Appendice 3: 8 documenti dubbi (1261-1338). Rispetto al Codice del Piattoli, il NCDD riporterà 40 documenti in più: 14 già noti, acquisiti dalla bibliografia, e 16 del tutto nuovi (fra cui un documento su Cacciaguida e 4 relativi direttamente a Dante).