martedì 8 settembre 2015

Medioevo in Basilicata: un tour

Torre di Satriano

La Basilicata, come tante altre regioni del Sud, non è stata particolarmente baciata dalla politica nel corso della storia: malgoverni, malversazioni o semplice ignoranza abbinata a una buona dose di noncuranza hanno fatto sì che, nel corso dei secoli, il suo patrimonio storico di tutto rispetto sia stato trascurato (nel migliore dei casi), se non distrutto o comunque profondamente alterato. A differenza quindi di tanti posti della bella Italia dove la buona amministrazione ha cercato di tutelare e preservare le bellezze storiche e artistiche del territorio, in Basilicata è avvenuto uno scempio con il risultato che oggi resta oggettivamente poco -almeno di integro- delle epoche del passato, soprattutto del Medioevo. Se ciò non bastasse, la cattiva politica, unita alla scarsa presenza di turisti (ma è un cane che si mangia la coda), provoca una cronica mancanza dei servizi essenziali: dalla infinita ristrutturazione di alcuni siti, alla chiusura di altri senza motivo, alla difficile accessibilità di altri ancora se non su appuntamento (ma con chi parlare non si sa...) o in base a orari misteriosi e conosciuti solo dagli iniziati. Ma ciò che miracolosamente resta sono tuttavia piccoli gioielli, nascosti e poco conosciuti (tranne pochissimi casi fortunati).
I capolavori assoluti del Medioevo in Basilicata sono i castelli e le chiese rupestri. Quest'ultime rappresentano senz'altro la punta di diamante del Medioevo lucano: basti pensare che un intero Parco naturalistico, quello della Murgia Materana, conserva al suo interno circa 150 chiese rupestri, chi meglio chi meno conservata, la maggior parte delle quali ancor oggi abbandonate a se stesse e mai viste da alcuno se non da qualche (fortunato) intraprendente. 


Medioevo in Basilicata: un tour

Torre di Satriano

La Basilicata, come tante altre regioni del Sud, non è stata particolarmente baciata dalla politica nel corso della storia: malgoverni, malversazioni o semplice ignoranza abbinata a una buona dose di noncuranza hanno fatto sì che, nel corso dei secoli, il suo patrimonio storico di tutto rispetto sia stato trascurato (nel migliore dei casi), se non distrutto o comunque profondamente alterato. A differenza quindi di tanti posti della bella Italia dove la buona amministrazione ha cercato di tutelare e preservare le bellezze storiche e artistiche del territorio, in Basilicata è avvenuto uno scempio con il risultato che oggi resta oggettivamente poco -almeno di integro- delle epoche del passato, soprattutto del Medioevo. Se ciò non bastasse, la cattiva politica, unita alla scarsa presenza di turisti (ma è un cane che si mangia la coda), provoca una cronica mancanza dei servizi essenziali: dalla infinita ristrutturazione di alcuni siti, alla chiusura di altri senza motivo, alla difficile accessibilità di altri ancora se non su appuntamento (ma con chi parlare non si sa...) o in base a orari misteriosi e conosciuti solo dagli iniziati. Ma ciò che miracolosamente resta sono tuttavia piccoli gioielli, nascosti e poco conosciuti (tranne pochissimi casi fortunati).
I capolavori assoluti del Medioevo in Basilicata sono i castelli e le chiese rupestri. Quest'ultime rappresentano senz'altro la punta di diamante del Medioevo lucano: basti pensare che un intero Parco naturalistico, quello della Murgia Materana, conserva al suo interno circa 150 chiese rupestri, chi meglio chi meno conservata, la maggior parte delle quali ancor oggi abbandonate a se stesse e mai viste da alcuno se non da qualche (fortunato) intraprendente.