lunedì 25 marzo 2013

Convegno su Boccaccio del Centro Pia Rajna


In quest'anno 2013, ricorrenza del centenario boccacciano (1313-2013), i convegni sull'autore del Decameron non mancano di certo: dopo quello di Ferrara organizzato da Sandro Bertelli, di cui si è data notizia anche in questo blog, segnalo adesso un nuovo appuntamento, questa volta organizzato dal Centro Pio Rajna di Roma nella persona del Presidente Prof. Enrico Malato, in collaborazione con l'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Il convegno si terrà a Roma, presumibilmente nei locali del Centro Rajna, nei giorni 28, 29 e 30 ottobre prossimi. Il programma delle relazioni e dei convegnisti, com'è ovvio che sia, è ancora in fieri, ma qui potete trovare un programma temporaneo dei lavori.

venerdì 22 marzo 2013

Le eresie medievali

Il rogo di un eretico in una miniatura del XV secolo
« Voi chi dite ch’io sia? » (Matteo 16, 15): è la famosa domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli; e anche fra gli apostoli le idee divergono. Per tutto il Medioevo e oltre, la Chiesa come istituzione, insieme alla comunità dei fedeli, non ha mai cessato di interrogarsi sul mistero della natura del Cristo, del suo rapporto con il Padre nel quadro della Trinità, e, in genere, sulla stessa istituzione Chiesa. Le risposte, nel corso dei secoli, sono state altrettanto molteplici quanto le risposte degli apostoli a Gesù, e in nome di tali opposte visioni si sono combattute diatribe dialettiche, ma anche guerre all'ultimo sangue. La parola eresia, dal greco hairesis, vuol dire ‘scelta’, tipica per esempio delle diverse scuole filosofiche, scelta però ovviamente non consentita nell'ambito delle verità rivelate che sono tali in sé e per sé. Scisma invece (dal greco schisma, ‘divisione’) indica la lacerazione della comunità della Chiesa che non riguarda direttamente il deposito della fede ma il rapporto con l’autorità della Chiesa. Nel Medioevo diverse eresie e non pochi scismi si sono alternati nel panorama cristiano, più o meno combattuti e respinti, prima della lacerazione definitiva con la grande Riforma luterana del XVI secolo. 
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mercoledì 20 marzo 2013

L'arte paleocristiana: la pittura delle catacombe e la nascita dell'allegoria

Il buon Pastore (Roma, Catacombe di Priscilla)
Dopo l'Editto di Costantino del 313 e, definitivamente, con l'Editto di Tessalonica emanato da Teodosio nel 380, al Cristianesimo ufficiale si spalancano le porte della produzione e della committenza di opere d'arte. Come è ovvio che sia, però, nella storia non si procede mai per fratture nette, ma per letti smottamenti, pressoché impercettibili anche all'occhio più attento. L'arte cristiana così, piuttosto che crearsi ex novo un proprio repertorio figurativo distinto nettamente da quello pagano, preferisce pragmaticamente mantenere quest'ultimo, rivisitandolo e reinterpretandolo alla luce del nuovo messaggio cristiano. Tale procedimento spalanca le porte all'allegoria, metodo interpretativo per antonomasia della primissima arte paleocristiana, e poi del periodo medievale in genere: essa nasce, pertanto, da un oggettivo stato dell'arte del tempo, caratterizzato appunto dalla necessità di dare nuovi significati a vecchi significanti, nuovi contenuti a forme passate e sorpassate del paganesimo. Questa innata tendenza è poi accentuata dalla vocazione aniconica di molte religioni, Cristianesimo non escluso (almeno quello delle origini), che spinge ad evitare la rappresentazione diretta di immagini divine, nel caso specifico di Gesù, sostituendole con immagini simboliche o con scene di vita reale ma da interpretare sul piano di un livello secondario: dal letterale all'allegorico, appunto.

lunedì 18 marzo 2013

Papa Francesco I: pro e contro


E' sempre difficile, soprattutto da parte di chi è cattolico, discutere dei pro e dei contro di un papa, all'indomani della sua elezione; al di là del credito che si può accreditare sulla fiducia allo Spirito Santo, è però indubbio -e sarebbe sciocco far finta di niente- che non si può non tener conto delle reazioni del mondo e di una società globalizzata che negli ultimi tempi ha focalizzato la potenza dei media sulla Chiesa Cattolica.
Partiamo dai pro. Da molte voci è stata sottolineata da subito l'umiltà del nuovo papa: non si è presentato al balcone di S. Pietro con la tradizionale mozzetta rossa, ha rifiutato di sedersi in trono e di indossare le eleganti scarpe rosse papali, ha preferito una croce pettorale semplice rispetto al tradizionale crocione d'oro; e da ultimo ha preferito rientrare nella Casa del Clero, insieme agli altri cardinali, pagando anche il conto del soggiorno. Insomma il tutto all'insegna del nome pesante che si è imposto, quel "Francesco" che -a maggior ragione perché mai usato nella pur millenaria storia della Chiesa romana- rappresenta una sorta di fardello su cui si concentrano tutte le aspettative di rinnovamento ecclesiale.

sabato 9 marzo 2013

Un papa francescano?


Mai come in questa tornata del Conclave i media si sono scatenati nel "toto-papa", tesi nello sforzo supremo di anticipare il futuro prossimo papa di Santa Romana Chiesa. Ciò deriva sopratutto dal momento particolarmente delicato che sta attraversando la Chiesa cattolica, oltre che dall'inesistenza di veri favoriti, o "candidati forti" come dir si voglia, cosa che non era accaduta al momento dell'elezione di papa Ratzinger, in cui gli schieramenti e le posizioni erano ben visibili anche dall'esterno. Divisi quindi fra "conservatori" e "progressisti", fra "italiani" e fautori di un "papa straniero" (africano, asiatico o sudamericano), -oltre all'imponderabile soffio dello Spirito Santo-, ecco che mai come questa volta la scelta del papa veleggi nella più totale incertezza.