giovedì 23 febbraio 2012

La tradizione a stampa della Commedia: gli incunaboli (Nuova Rivista di Letteratura Italiana 13, 2010, 1-2, pp. 33-77)


Primo saggio dedicato alla tradizione a stampa della Commedia: le edizioni del Quattrocento (cosiddette incunaboli). Fornito l'elenco delle quindici edizioni del poema dantesco pubblicate fra il 1472 (editio princeps Foligno, ma nello stesso anno a Jesi/Venezia e poi a Mantova) e il 1497, e dopo una breve descrizione di ciascuna, si passa ad analizzare le singole stampe da un punto di vista filologico. Il quadro finale è una bipartizione fra edizioni che seguono la tradizione del Gruppo del Cento (princeps di Foligno e Jesi/Venezia con relative stampe derivate) e edizioni che seguono la tradizione dell'officina vaticana, sottogruppo Boccaccio (edizione di Mantova e derivati, fino alla principale stampa del secolo curata a Firenze da Cristoforo Landino nel 1481).

venerdì 3 febbraio 2012

La teoria politica delle macchie lunari (Italianistica 39, 2010, 2, pp. 85-93)


Nel passaggio dal Convivio alla Commedia (precisamente in Par. II), Dante - nella spiegazione del complesso fenomeno delle macchie lunari - passa da una spiegazione di tipo aristotelico (le macchie sono provocate dalla diversa densità della materia lunare) ad una di tipo neoplatonico (una diversa virtù distribuita - attraverso le intelligenze angeliche - dal Primo Mobile). Quale il senso di questa inaspettata palinodia che ha fatto interrogare molti studiosi di Dante? Una possibile spiegazione potrebbe essere di ordine politico: la teoria del Convivio, espressa in chiave allegorica, può indicare una dipendenza della Luna (Imperatore) dal papa (Sole), che Dante, nel Paradiso, nega in obbedienza alle nuove idee ghibelline adottate nel frattempo, ed espresse anche nella Monarchia.