mercoledì 17 agosto 2016

Medioevo in Basilicata: 4. Il Santuario di Santa Maria d'Anglona (Tursi)


Il Santuario di Santa Maria d'Anglona, su un colle alto 263 metri che domina la vallata dei fiumi Agri e Sinni, a una quindicina di chilometri da Tursi, rappresenta un piccolo gioiello dell'architettura medievale in Basilicata, ma presenta al suo interno anche un interessante ciclo di affreschi (trecenteschi), sebbene in discreto stato di conservazione, recentemente messi in luce a seguito di un accurato lavoro di recupero e di restauro.
La struttura attuale dell'edificio è romanica e risale a un periodo compreso fra XI e XII secolo; il materiale di costruzione è tufo e travertino. All'esterno spiccano: 1) l'abside (immagine 1), ampliata nel XIII secolo ad opera di Melchiorre da Montalbano, chierico ad Anglona, decorata con lesene e formelle a figure di animali in rilievo; 2) il portale (immagini 2-5), realizzato secondo influenze normanne e forse con parti di recupero (da un ambone?), a tutto sesto, decorato nella fascia superiore con formelle in rilievo rappresentanti l'Agnus Dei, i tetramorfi degli Evangelisti, mentre l'interno dell'arcata presenta teste animali e antropomorfe; ai lati due figure non ben identificate, forse degli apostoli Pietro e Paolo (immagine 6); 3) il campanile (immagine 7) quadrangolare con quattro bifore e doppie colonne.

martedì 16 agosto 2016

Medioevo in Basilicata: 3. la Cripta del Peccato Originale a Matera


La Cripta del Peccato Originale a Matera è uno degli esempi più belli e meglio conservati dell'arte rupestre in Basilicata, ed è stata definita da Vittorio Sgarbi "la Cappella Sistina della pittura parietale rupestre", per via della scena della creazione di Adamo come nel più celebre affresco michelangiolesco. Il ciclo di affreschi che la caratterizza, sebbene di qualità -a detta di chi scrive- un gradino inferiore a quelli della Chiesa di S. Margherita di Melfi o quelli di S. Antuono a Oppido Lucano, è senza alcun dubbio il più antico della Basilicata, e risale alla fase dei primi insediamenti dei monaci benedettini nella regione, agli inizi del IX secolo. 
La Cripta, in una zona di campagna a quattordici chilometri da Matera (immagine 1), è stata casualmente individuata soltanto nel 1963 da un gruppo di giovani appassionati di Matera, ma non era sconosciuta a tutti: essa era infatti utilizzata da un pastore locale come stalla per il suo gregge di pecore. 
L'accesso alla chiesa era originariamente collocato su una parete, oggi invece murata, ed era costituito da un piccolo muricciolo a secco, aggiunto in tempi recenti per rimediare al crollo della roccia della grotta che aveva privato la chiesa dell'intera parete, lasciandola scoperta dal lato del burrone costituito dal fondo della Gravina di Picciano. La chiusura attuale dell'accesso originario è stata dettata da ragioni di messa in sicurezza dell'edificio, mentre un piccolo accesso -da cui oggi si entra- è stato aperto sulla parete a destra dell'accesso originario (immagine 2). Il crollo della parete della roccia ha presumibilmente provocato la perdita di una parte del complesso, quasi certamente di una serie di affreschi che ricopriva l'intera parete, oltre a un'abside affrescata sulla parete centrale a sinistra della parete crollata. 

mercoledì 27 luglio 2016

J. Le Goff, Il Dio del Medioevo


Libro piccolo e agile, Il Dio del Medioevo di Jacques Le Goff (Roma-Bari, Laterza 2011, pp. 102, euro 7,50) è strutturato come una conversazione sul tema di Dio nel Medioevo fra lo storico e Jean-Luc Pouthier, una sorta di intervista a domanda e risposta. 
I primi due capitoli del libro sono dedicati ad analizzare rispettivamente la figura di Dio e il ruolo dello Spirito Santo e della Vergine Maria, due figure che in alcuni periodi della storia medievale potevano mettere in crisi il rigido monoteismo derivato dalla tradizione ebraica (per es. con l'ufficializzazione dell'Ave Maria, nel XIII secolo, in cui la Vergine è consacrata "Mater Dei"). La prima notazione di una certa importanza è che il Dio cristiano del Medioevo, a differenza dello Jahvè ebraico e di Allah, può essere rappresentato, e l'iconoclastia -ossia l'avversione per le immagini e per la rappresentazione della divinità-, non ha mai messo radici in Occidente (tranne in una breve fase): "il Dio dei cristiani è antropomorfo, e la sua antropomorfizzazione è avvenuta essenzialmente nel corso dell'età medievale" (p. VI). Nei confronti degli ebrei, a ben vedere, il Medioevo fu sempre ambivalente: Gesù era ebreo, e gli Ebrei sono il popolo eletto; d'altro canto però, si viene affermando man mano un'avversione nei loro confronti, accusati di deicidio al posto dei Romani.
Jacopo Torriti, Incoronazione della Vergine (1296)
Il Dio cristiano è un solo Dio (monoteismo), sebbene distinto in tre persone; ed è un Dio-persona. Nel IV secolo avviene il passaggio dal deus dei pagani, scritto con la minuscola ma già inteso più o meno come una persona collettiva, al Deus con la maiuscola, che segna la presa di coscienza del monoteismo. Il cristianesimo si impone a partire dalle città verso le campagne, ma a resistere sono solo la città di Roma, culla dell'Impero e del paganesimo, e le élites intellettuali, mentre il popolo e gli schiavi passano in massa alla nuova religione, in quanto "il cristianesimo è una religione di eguali che promette la vita eterna ai fedeli la cui condotta è improntata a virtù [...]. Inoltre sua chiave di volta all'opera per tutto il Medioevo, è che Dio si è incarnato, si è fatto uomo [...] Morendo della morte più miserabile, la più vergognosa che esisteva nella sua epoca, la morte degli schiavi sulla croce, Gesù ha reso evidente che tutti gli uomini possono essere salvati, poiché il più miserabile di loro è stato salvato" (pp. 13-14).

martedì 26 luglio 2016

La Cappella Bolognini nella Basilica di San Petronio a Bologna


Probabilmente la cappella più famosa della Cattedrale bolognese di S. Petronio, la Cappella Bolognini (dal nome del committente degli affreschi) o anche "Cappella dei Re Magi" contiene un importante ciclo di affreschi di stile tardomedievale, realizzati fra il 1410 e il 1415, probabilmente dal pittore bolognese Iacopo di Paolo, attivo fra l'ultimo ventennio del '300 e i primi anni del secolo successivo.
immagine 1: i re Magi e la cometa
La cappella Bolognini è divisa in tre parti: sulla parete centrale sono raffigurate le Storie di S. Petronio in otto riquadri (dall'alto verso il basso, i primi quattro da sinistra poi a destra); sulla stessa parete si trova una pala d'altare con figure di santi e storie dei re Magi sulla predella, di stile gotico. Sulla parete di destra sono invece raffigurate le Storie dei Re Magi, anch'esse in otto riquadri a coppie (da sinistra a destra e viceversa) e su quella di sinistra -certamente la più famosa- scene del Paradiso e dell'Inferno, di ispirazione (così viene comunemente affermato) dantesca.
In tutto il ciclo di affreschi si nota un gusto realistico e attento ai particolari, che però indulge al dettaglio curioso se non fantastico, per suscitare meraviglia e stupore nell'osservatore.

sabato 23 luglio 2016

Tempo e spazio nel Medioevo


Già nel Medioevo si rendevano conto, in un certo senso, di vivere il Medioevo. Nella concezione di Gioacchino da Fiore, ad esempio, si postulava di vivere in un'età di mezzo (media aetas), nell'età del Figlio, dopo l'età del Padre e prima dell'avvento dell'età dello Spirito Santo; un periodo intermedio fra l'incarnazione del Cristo e la sua prossima venuta per il giorno del Giudizio. La concezione della storia è quella di una storia della salvezza, i cui protagonisti sono tre: il tempo, lo spazio e gli uomini. Lo spazio dell'uomo è la Terra, rappresentata per lo più come un disco piatto in mezzo all'oceano: al centro c'è Gerusalemme, immagine terrena della Gerusalemme celeste che attende ognuno dopo la morte; i tre continenti noti (Europa, Africa e Asia) si racchiudono in un cerchio, disposti a forma di T, con l'Asia nella parte superiore, il quadrante inferiore destro l'Africa, quello sinistro l'Europa. 
Il tempo era deciso e stabilito da Dio ab eterno. Il salmo 90, secondo cui davanti al Signore mille anni sono come un giorno solo, induceva molti a calcolare in seimila anni il tempo stabilito per la durata dell'universo, in una sorta di "settimana del mondo", e di vivere nella sesta ed ultima età del mondo, alla cui fine ci sarebbe stato il "sabato del mondo". Gli stessi calendari si basavano sulla storia sacra: l'inizio dell'anno poteva partire dal 25 dicembre, natale del Signore,; o dal 25 marzo, data dell'Annunciazione a Maria; o, ma più raramente (essendo una festa mobile), dalla Pasqua. Come si misurava il tempo? 

lunedì 13 giugno 2016

La (ri)pubblicazione del Mein Kampf: un appunto di principio e una nota tecnica



Fra molte polemiche (dei giornali, della politica e della comunità ebraica italiana), Il Giornale di Alessandro Sallusti ha deciso in questi giorni di allegare, con il quotidiano, una copia del Mein Kampf di Adolf Hitler, libro di cui -lo ricordiamo- sono appena scaduti i diritti d'autore (settanta anni dalla morte dell'autore: 1945-2015), e che chiunque può quindi pubblicare liberamente. Giusto o sbagliato? Semplice operazione di verità storica o squallido modo per farsi pubblicità e per vendere più copie, magari approfittando in Italia del periodo elettorale delle elezioni amministrative? Sallusti ha difeso la sua scelta in un editoriale, motivandola nei termini di "studiare il male per evitare che ritorni, magari sotto mentite spoglie"; e da destra anche Il Foglio ha difeso la pubblicazione con un articolo in prima pagina su L'importanza di leggere il Mein Kampf. Il mondo accademico, come accade spesso, è diviso, fra chi saluta la pubblicazione in nome del no a qualsiasi censura; e chi invece parla di "vergogna" e di "cosa inaccettabile". Su Twitter #MeinKampf e #AnnaFranck (anche del suo famoso Diario sono appena scaduti i diritti) sono fra le maggiori tendenze del momento.

domenica 5 giugno 2016

Il dialogo necessario e il dovere della verità


Il vaticanista Aldo Maria Valli ha pubblicato sul suo sito un articolo, ripreso poi tal quale dal Foglio, molto pungente nei confronti di papa Francesco, riguardo soprattutto la sua azione pastorale nel mondo. In sintesi la questione, secondo Valli, è lo scontro fra due logiche: la logica dell'et et ("e..e"), tipica del cristiano a cui "piace integrare, includere, non ergere barriere", che induce all'inclusione e/o all'accoglienza dell'altro e del diverso; e la logica del non solum sed etiam ("non solo...ma anche"), tipica di Satana e del mondo, che, nel tentativo -apparentemente lodevole- di conciliare fra loro pensieri, persone, cose opposte e inconciliabili, si rivela invece una logica profondamente divisiva. Alcuni esempi chiariscono, a detta di Valli, tale situazione.